Ti è mai capitato di guardare una pianta “misteriosamente” sofferente e pensare, quasi sottovoce, “ma che cosa non le piace?” Spesso la risposta non è nel concime, né nell’acqua: è sotto i nostri piedi. Il pH del terreno può rendere un giardino generoso oppure capriccioso, e la cosa bella è che puoi capirlo con un test fai da te in pochi minuti.
Perché il pH cambia tutto (anche quando sembra invisibile)
Il pH è una specie di “temperatura emotiva” del suolo: determina quanto i nutrienti sono davvero disponibili per le radici e quanto i microrganismi utili riescono a lavorare bene. In un intervallo più o meno tra 6 e 7,5, la maggior parte delle piante da giardino trova un equilibrio felice.
Quando invece il terreno è troppo acido o troppo alcalino, succedono cose tipiche:
- alcuni nutrienti diventano difficili da assorbire (il ferro, per esempio, spesso “sparisce” in suoli alcalini),
- aumentano squilibri e carenze,
- alcune colture diventano più vulnerabili a problemi specifici (come la scabbia della patata, più comune in terreni alcalini).
Per capire bene di cosa parliamo, basta ricordare che il pH è una scala: più scendi, più è acido, più sali, più è alcalino. Se vuoi un riferimento chiaro, il concetto è lo stesso del pH che si usa anche in altri contesti.
La scala del pH, tradotta in “linguaggio da giardino”
Ecco la lettura pratica più comune, utile quando confronti il tuo risultato:
- Terreno acido: pH < 6,5 (a volte si considera acido sotto 7). Nel test tende a virare su rosso, arancione o giallo.
- Terreno neutro: pH tra 6,5 e 7,5, spesso indicato con verde chiaro.
- Terreno alcalino: pH > 7,5, colori come blu, azzurro o verde scuro.
Questo non è solo un numero: è una bussola per scegliere piante, concimi, e perfino il tipo di ammendante.
Il test fai da te con il kit (passo per passo, senza stress)
I kit colorimetrici si trovano facilmente nei garden center e sono perfetti per avere un’indicazione attendibile, soprattutto se eseguiti con un po’ di metodo.
1) Prelievo del campione, il punto che fa la differenza
Qui si vince o si perde. Non prendere una manciata “a caso”.
- Raccogli terra da più punti della zona che ti interessa.
- Evita i primissimi centimetri superficiali, meglio andare a una profondità coerente con le radici (indicativamente da pochi centimetri fino a zone più profonde, in base alle piante).
- Elimina sassi grossi e residui evidenti.
- Mescola tutto per ottenere un campione omogeneo, circa 50 ml di terreno.
Se stai valutando l’orto e un’aiuola, fai due campioni separati: spesso hanno storie diverse.
2) Preparazione della miscela con acqua
Seguendo le istruzioni del kit, sciogli il terreno in acqua distillata o deionizzata. L’obiettivo è ottenere una “pappetta” liquida (slurry) uniforme, senza grumi secchi.
3) Reagente chimico e agitazione
Aggiungi il reagente fornito e agita come indicato. È il passaggio che “accende” il colore, quindi prenditi quei 10 secondi in più per mescolare bene.
4) Lettura del colore, con calma
Aspetta che il liquido si chiarisca quel tanto che basta, poi confronta con la scala del kit:
- Rosso/arancione/giallo: terreno acido
- Verde: terreno neutro
- Blu/azzurro/verde scuro: terreno alcalino
5) Ripeti (davvero)
Un singolo test è un indizio. Due o tre test, in punti diversi, sono una diagnosi molto più solida.
Indizi “naturali”: anche le piante parlano
A volte il giardino ti lascia già una traccia:
- Se prosperano rododendri e magnolie, spesso il suolo tende all’acido.
- Se vedi lavanda o alcune clematidi in forma smagliante, potresti essere su un terreno più alcalino.
Non è una regola assoluta, ma è un ottimo campanello.
Cosa fare dopo: come correggere senza esagerare
Una volta scoperto il pH, la tentazione è “aggiustare tutto subito”. Meglio ragionare per piccoli passi.
- Per alzare il pH (rendere meno acido): si usa in genere calce o correttivi simili.
- Per abbassare il pH (ridurre l’alcalinità): spesso aiutano compost, torba o aghi di pino.
Il segreto è la gradualità: fai un intervento, aspetta, poi ritesta. Così il terreno non si ribella e tu non sprechi tempo e materiali. In fondo, è un dialogo, e con un buon test in mano diventa finalmente una conversazione chiara.




