C’è un modo diverso di attraversare il centro Italia, come se stessi sfogliando un taccuino segreto, lontano dalle cartoline più ovvie. È un itinerario che profuma di pietra chiara, boschi silenziosi e borghi appoggiati alla roccia, e che ti fa venir voglia di rallentare davvero, a piedi, o con l’auto usata come un ponte tra una camminata e l’altra.
L’idea di fondo: seguire il filo della Francigena (senza fretta)
Il percorso prende ispirazione dalla Francigena, ma non è un “cammino” rigido. È un viaggio lento, modulabile, in 5-7 giorni, con deviazioni studiate per intercettare luoghi che sembrano capitati lì per caso, e invece sono pieni di storia.
Qui sotto trovi una traccia concreta, pensata per chi vuole alternare borghi autentici, natura e piccoli shock di meraviglia.
Giorno 1: Ascoli Piceno, travertino e gusto
Arrivare ad Ascoli Piceno è come entrare in una città costruita con la luce: il travertino ovunque, le piazze che invitano a sedersi, il ritmo tranquillo del centro.
Cose da fare (senza correre):
- Passeggiare tra piazze e chiese, seguendo le geometrie della pietra.
- Cercare un affaccio sul Fiume Tronto, soprattutto verso sera.
- Concedersi una tappa gastronomica, perché qui il viaggio inizia anche dal palato.
Se hai tempo, considera una deviazione verso la costa, il contrasto tra entroterra e mare rende la giornata ancora più rotonda.
Giorno 2: l’Eremo di Montecasale, il silenzio che “parla”
Da qui la rotta si fa più intima. La tappa all’Eremo di Montecasale, tra Pieve Santo Stefano e Sansepolcro, è una di quelle esperienze che non si raccontano bene con una foto. Fondato da San Francesco nel 1213, è immerso nella natura, e ti accorgi che il vero lusso è sentire i passi sul sentiero.
Consiglio pratico:
- Vai nelle ore centrali del giorno se viaggi in stagioni fresche, oppure al mattino presto in estate.
- Porta acqua e scarpe comode, anche se “sembra vicino”.
Giorno 3: Siena e Val d’Orcia, la Toscana come te la immagini (ma più vera)
La Val d’Orcia è famosa, sì, ma se la vivi con calma cambia tutto. Non è solo panorama, è una sequenza di luoghi che sembrano messi lì per farti respirare meglio.
Tappe che funzionano benissimo in giornata:
- San Quirico d’Orcia, per iniziare con un centro piccolo e armonioso.
- Bagno Vignoni, dove l’acqua è parte della piazza, e la sosta diventa naturale.
- Montalcino, per chiudere con un borgo “alto”, da guardare e da ascoltare.
Parola chiave: viaggio lento. Anche solo un tratto a piedi tra colline e cipressi ti cambia la percezione.
Giorno 4: Pitigliano e Sovana, la pietra che diventa città
Poi succede la magia scura del tufo. Pitigliano appare come un castello scolpito nel paesaggio: tra Palazzo Orsini, mura medievali e l’acquedotto mediceo, capisci perché molti la chiamano “città sospesa”.
A pochi chilometri, Sovana è più raccolta, quasi segreta: vicoli che sembrano scavati, chiese antiche, e quel senso di “altro tempo” che ti accompagna anche dopo che sei ripartito.
Da non perdere:
- Tratti di necropoli etrusca, per aggiungere al viaggio una profondità ancora più antica.
Giorno 5: Bomarzo e Calcata, il centro Italia che non ti aspetti
In Lazio cambia di nuovo l’atmosfera. Il Parco dei Mostri di Bomarzo è uno di quei luoghi che ti spiazza, con sculture grottesche rinascimentali che sembrano uscite da un sogno. È perfetto se vuoi inserire una tappa sorprendente, diversa dal “bello classico”.
Poi Calcata, arroccata e ruvida, con la Via degli Asini e case che emergono dalla roccia. Qui il consiglio è semplice: entra nei vicoli senza programma e lascia che sia il borgo a guidarti.
Giorni extra (se arrivi a 6-7): deviazioni insolite e dritte utili
Se hai un giorno in più, ecco tre allunghi che cambiano il tono del viaggio:
- Castello di Sammezzano, per un colpo d’occhio eclettico e orientaleggiante (verifica sempre aperture e accessi).
- La Scarzuola in Umbria, tra convento, acropoli simbolica e percorsi quasi labirintici.
- Ciociaria, con grotte come quelle di Pastena e borghi naturalistici nel frusinate.
E se ami camminare davvero:
- Valuta tratti legati alla Linea Gotica, dove storia e paesaggio si intrecciano anche attraverso bunker e memoriali.
- Oppure scegli valli come Valnerina e Val di Vara, ideali per chi cerca fiumi, boschi e soste rurali.
Ultima nota, fondamentale: controlla la stagionalità di alcune visite, ad esempio per il Giardino dei Tarocchi vicino a Capalbio. In un itinerario così, la sorpresa più bella è arrivare preparati quel tanto che basta per non perdere nulla.


