C’è un momento, ogni inizio d’anno, in cui i risparmiatori si fanno la stessa domanda a bassa voce: “Ok, ma adesso dove li metto i soldi senza impazzire?”. Nel 2026 i riflettori tornano sui buoni fruttiferi postali, perché stanno circolando nuove emissioni e varianti con rendimenti lordi indicativi che, in alcuni casi, possono arrivare nell’area 3-4%. Ma la parte davvero interessante, come sempre, è capire chi può prenderli e quanto resta in tasca, dopo tasse e bollo.
Chi può richiederli (e cosa serve davvero)
La notizia che piace a molti è la più semplice: i nuovi buoni sono, in linea generale, accessibili a tutti i risparmiatori.
In pratica, di solito ti basta:
- essere maggiorenne
- avere un deposito minimo per la sottoscrizione (variabile in base al canale e al prodotto)
- sottoscrivere tramite Poste Italiane o con emissioni collegate a Cassa Depositi e Prestiti
Non ci sono requisiti come ISEE, categorie particolari o residenza obbligatoria per “entrare”. L’unica attenzione vera è questa: alcune versioni più generose sono pensate per nuova liquidità (cioè soldi “freschi” versati da poco). Tradotto, conviene controllare bene le condizioni al momento della sottoscrizione.
Le tipologie 2026: quale buono per quale esigenza
Il bello, e a volte il complicato, è che non esiste “il buono perfetto” per tutti. Esistono obiettivi diversi. Ecco le varianti più citate per il 2026, con un’idea chiara di durata e rendimento lordo indicativo.
| Tipologia | Durata | Rendimento lordo indicativo | Ideale se… |
|---|---|---|---|
| 4 anni Plus / Premium | 4 anni | Fino al 3-4% | Hai nuova liquidità e vuoi un orizzonte medio |
| Buono 100 | 4 anni | Fino al 3% | Cerchi una formula con finalità sociali, su nuovi versamenti |
| Rinnova 4 anni | 4 anni | 1,50% | Stai rinnovando buoni in scadenza |
| 3×4 (tassi crescenti) | 12 anni | Fino al 3% a 12 anni | Vuoi uscire a 3, 6, 9 o 12 anni con logica “a scalini” |
| Indicizzato inflazione | 10 anni | Tasso fisso + rivalutazione FOI | Vuoi protezione dall’inflazione |
| 6 mesi (rinnovi) | 6 mesi | 1,25% | Hai un orizzonte breve e vuoi rinnovare |
| A cedola | variabile | 1,25-1,75% | Preferisci interessi periodici |
Se ti incuriosisce la parte “anti-caro vita”, qui entra in gioco l’indicizzazione: in parole povere, l’idea è agganciare una parte del rendimento all’andamento dei prezzi, tramite indici come l’inflazione. Non è magia, ma può aiutare quando i prezzi corrono.
Quanto rende davvero: il netto (quello che conta)
Qui si passa dalle promesse ai numeri reali. I rendimenti che senti nominare sono lordi, quindi vanno “ripuliti” da:
- tassazione del 12,5% sugli interessi (quindi incassi circa l’87,5% del lordo)
- imposta di bollo 0,20% annuo se superi i 5.000 euro (soglia rilevante per molti)
Esempio rapido, così ci capiamo al volo
Metti 1.000 euro su un buono 6 mesi al 1,25% lordo:
- interessi lordi in 6 mesi: 1.000 × 1,25% × 0,5 = 6,25 euro
- interessi netti (togliendo 12,5%): 6,25 × 0,875 = 5,47 euro
- bollo: zero se resti sotto soglia
È poco? Dipende dall’obiettivo. Se ti serve un parcheggio breve e relativamente tranquillo, ha un senso. Se cerchi crescita, devi accettare durate più lunghe o strumenti diversi.
Un caso concreto 2026: cosa dicono le serie in emissione
Tra gli esempi circolati, si cita la serie TF504A260127, emessa dal 27 gennaio 2026, con una stima di rendimento netto intorno all’1,23% annuo su 4 anni dopo tasse. Il punto non è memorizzare il codice, ma capire il messaggio: tra lordo pubblicizzato e netto finale la differenza si sente.
Attenzione alle confusioni (e alle aspettative)
Due chiarimenti utili, perché ci si inciampa spesso:
- I buoni fruttiferi non c’entrano con i bonus culturali 2026 (tipo Carte dedicate ai giovani con soglie ISEE e scadenze).
- Non vanno confusi con prodotti da collezionismo (monete, francobolli) dove non esiste un rendimento “promesso” e i prezzi possono oscillare.
Come scegliere senza pentirsi dopo
Se vuoi un criterio semplice, prova a porti tre domande:
- Mi serve liquidità entro 6-12 mesi o posso aspettare 4-10 anni?
- Voglio massimizzare il rendimento lordo (e accetto vincoli) o privilegio flessibilità?
- Supererò i 5.000 euro, quindi devo considerare il bollo?
La conclusione è meno scintillante, ma più utile: non esiste un “buono record” valido per tutti. Nel 2026, però, le opzioni ci sono, e con un confronto serio tra lordo, netto e durata puoi scegliere in modo lucido, senza farti trascinare dall’entusiasmo del numero più alto.


