Ulivo che non fa olive: l’errore da evitare per una fioritura abbondante

C’è un momento, tra fine inverno e inizio primavera, in cui l’ulivo sembra sussurrarti cosa vuole. Lo guardi, vedi foglie sane, magari una chioma bella piena, eppure niente, nessuna oliva. E la frustrazione è sempre la stessa: “Ma com’è possibile, l’anno scorso ne faceva!”. Quasi sempre la risposta non è misteriosa, è un dettaglio concreto, spesso commesso in buona fede.

L’errore che “spegne” la fioritura: potare i rami sbagliati

L’errore principale da evitare, quando un ulivo non produce olive, è una potatura scorretta. Non tanto “troppo taglio”, quanto “taglio dove non devo”.

L’ulivo fruttifica sui rami che si sono formati l’anno precedente. Se durante la potatura elimini proprio quei rami di medio vigore (quelli né troppo sottili né troppo grossi), ti ritrovi con una pianta ordinata, magari anche più ariosa, ma senza il “legno buono” che porta i fiori.

In pratica succede questo:

  1. L’anno prima la pianta costruisce i rami che porteranno l’infiorescenza.
  2. In inverno, con una potatura troppo energica o “estetica”, quei rami vengono rimossi.
  3. In primavera l’ulivo emette vegetazione nuova, ma la fioritura si riduce o salta.
  4. Risultato: pochi fiori, oppure fiori che non diventano frutti.

È un copione tipico: dopo l’intervento di un giardiniere “troppo deciso”, l’ulivo che aveva fruttificato smette di farlo, pur sembrando in perfetta salute.

Come capire se hai tolto i rami fruttiferi

Alcuni segnali sono quasi una firma:

  • chioma con tanti getti verticali (succhioni) e poca ramificazione laterale
  • rami giovani, lisci, molto vigorosi, ma pochi rametti di un anno
  • pianta “bella verde”, però con poca o nessuna mignolatura (accenno di fiori)

Il punto non è lasciare l’ulivo incolto, è potare con un obiettivo: conservare una quota di rami dell’anno, ben esposti alla luce, che saranno la base della produzione.

Potatura equilibrata: la regola che cambia tutto

Una potatura utile alla fruttificazione tende a:

  • mantenere una chioma luminosa e arieggiata, senza svuotarla
  • eliminare rami secchi, intrecciati o troppo interni
  • contenere i succhioni, senza trasformare la pianta in una “scopa” solo vegetativa
  • preservare i rami di medio vigore cresciuti l’anno prima

Se vuoi una bussola semplice, pensa così: togli ciò che ombreggia e confonde, lascia ciò che può portare fiori.

Non è solo potatura: altri errori che fanno cadere i fiori

Anche con la potatura giusta, ci sono situazioni che bloccano fioritura e allegagione.

Impollinazione insufficiente

Molte varietà sono autosterili o comunque migliorano se hanno impollinatori compatibili nei dintorni. L’ulivo impollina soprattutto con vento e clima asciutto. Se vedi fiori che cadono e frutticini minuscoli (le cosiddette “olive passere”), il problema può essere lì. In questi casi, la presenza di un altro ulivo vicino, di varietà compatibile, fa spesso la differenza.

Carenza di boro

Il boro è un micronutriente chiave per la germinazione del polline. Se la pianta fiorisce ma “non lega”, una carenza può essere sospetta. Meglio evitare il fai da te a caso, l’ideale è un controllo del terreno o una consulenza, perché dosi e tempi contano.

Gestione idrica sbagliata

Tra marzo e maggio, una siccità prolungata può ridurre fiori e allegagione. All’opposto, i ristagni soffocano le radici. La parola d’ordine è drenaggio: terreno che sgronda bene e irrigazioni regolari quando serve.

Eccesso di azoto

Troppo azoto fa una cosa molto “logica”: spinge foglie e germogli. Peccato che spesso lo faccia a scapito dei fiori. Se concimi e vedi esplosioni di vegetazione ma poche mignole, riequilibrare i nutrienti è fondamentale.

Esposizione inadeguata

Un’area troppo a nord o in ombra riduce la luce, e senza luce l’ulivo produce meno. Sembra banale, ma capita più spesso di quanto si pensi, soprattutto in giardini o cortili.

L’alternanza di produzione: quando non è colpa tua

C’è poi la alternanza (anni di carica e di scarica), legata alla genetica e allo stress. Può peggiorare con raccolta tardiva, inverni troppo miti o squilibri vegetativi. Gestirla significa fare scelte costanti: potatura non drastica, concimazioni ragionate, acqua nei momenti critici e raccolta puntuale. È un po’ come accompagnare la pianta, non “correggerla” con colpi di forbice.

Checklist rapida per tornare alle olive

  • Luce piena e chioma non troppo fitta
  • Potatura che conserva rami di un anno
  • Terreno drenante, irrigazione regolare in primavera
  • Niente eccessi di azoto, attenzione a microelementi come il boro
  • Presenza di impollinatori compatibili nei paraggi, perché l’impollinazione è decisiva

Se oggi il tuo ulivo non fa olive, il primo posto dove guardare è la potatura dell’inverno scorso. Correggere quel singolo errore, senza fretta e senza “ripulire troppo”, è spesso la svolta più semplice per rivedere una fioritura davvero abbondante.

Redazione Spiriti e Libri

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