Ti confesso che la prima volta che ho sentito parlare di bicarbonato sulle orchidee mi è venuto da storcere il naso. Un rimedio da cucina vicino a una pianta così “raffinata”? Eppure, quando si capisce cosa succede sotto la corteccia del substrato, tutto diventa più logico, e anche sorprendentemente utile.
Perché il bicarbonato finisce nel vaso delle orchidee
Il bicarbonato di sodio è una polvere semplice, ma con un carattere deciso: è alcalina. Tradotto in pratica, può influenzare il pH dell’acqua e, per un breve periodo, quello del substrato. Questa piccola “spinta” verso l’alcalino può rendere la vita più difficile a molti organismi responsabili di marciumi radicali e muffe, soprattutto dopo momenti delicati come potatura e rinvaso.
Il punto, però, è lo stesso che vale per il sale in cucina: un pizzico cambia il piatto, troppo lo rovina.
Cosa succede davvero alle radici (se lo usi bene)
Usato in dosi controllate, il bicarbonato può dare una mano in tre modi principali:
Effetto igienizzante leggero
Un bagno rapido può ridurre la carica di funghi e batteri che approfittano di ferite fresche sulle radici.Ambiente meno favorevole ai marciumi
Il temporaneo cambio di reazione del substrato può ostacolare l’espansione di alcuni patogeni, soprattutto quando l’orchidea è stata tenuta troppo umida.Ripartenza più “pulita” dopo rinvaso
Se le radici sono state accorciate e la pianta deve emettere nuovi apici radicali, partire con tessuti più puliti può facilitare una crescita più regolare, con ricadute positive su assorbimento dei nutrienti e, spesso, sulla fioritura.
Attenzione però: non è un fertilizzante e non “cura” magicamente un apparato radicale già compromesso. È più un aiuto di contesto, una cintura di sicurezza quando stai facendo le cose giuste (substrato arioso, bagnature corrette, luce adeguata).
Come usarlo senza fare danni
Qui conta la precisione. La soluzione classica è semplice, e proprio per questo va rispettata.
Dosaggio consigliato
- 1 cucchiaino di bicarbonato (circa 5 a 10 g, a seconda del cucchiaino) in 1 litro d’acqua a temperatura ambiente.
- Mescola bene finché non resta polvere sul fondo.
Modi d’uso più comuni
- Bagno radicale: immergi le radici per 10 minuti, poi lascia scolare molto bene. Ideale dopo potatura o prima di un rinvaso, quando vuoi partire “pulito”.
- Nebulizzazione leggera su foglie e colletto (senza esagerare): utile in ottica preventiva, soprattutto se l’ambiente è umido e poco ventilato.
- Annaffiatura occasionale: più rara, ma praticata da chi vuole neutralizzare un’eccessiva acidità del substrato, sempre con molta cautela.
Frequenza prudente
| Uso | Frequenza indicativa | Quando ha senso |
|---|---|---|
| Bagno radicale | Solo al bisogno | Dopo tagli, rinvaso, sospetto marciume iniziale |
| Nebulizzazione | Ogni 15 giorni (se serve) | Prevenzione in periodi umidi |
| Annaffiatura | 1 volta al mese (max) | Se monitori la pianta e non vedi stress |
Rischi e controindicazioni (qui si sbaglia spesso)
Il bicarbonato diventa pericoloso quando si passa dal “misurato” al “generoso”. Gli eccessi possono causare shock alcalino con:
- bruciature su radici e punte attive
- foglie che perdono turgore, diventano molli
- ingiallimento progressivo
- rallentamento della crescita e radici che smettono di “cercare” il substrato
Evita soprattutto:
- applicazioni dirette di polvere nel vaso
- trattamenti ripetuti su piante già molto debilitare
- “cocktail” frequenti con altri prodotti senza sapere come interagiscono
Se noti peggioramenti entro pochi giorni, fermati e fai una cosa molto semplice: risciacqua con acqua pulita e lascia asciugare bene il substrato, poi torna a una routine più neutra.
Una routine pratica, semplice e sicura
Se vuoi provare senza ansia, io ragionerei così:
- Controlla le radici, elimina solo quelle davvero marce e scure.
- Prepara la soluzione con il dosaggio corretto.
- Fai un unico bagno di 10 minuti, poi scolatura completa.
- Rinvaso in substrato drenante e tanta aria alle radici.
- Osserva per 2 settimane: nuove punte verdi o argentee sono un ottimo segnale.
La verità è questa: il bicarbonato può essere un alleato discreto per le radici, ma solo quando lo tratti come uno strumento preciso, non come una scorciatoia. In quel confine sottile tra aiuto e danno, vince sempre la misura.




