C’è un momento, in giardino, in cui capisci che stai facendo “tutto giusto” eppure il terreno sembra non collaborare: erbacce ovunque, irrigazioni infinite, piante che soffrono gli sbalzi di caldo e freddo. Ecco, la pacciamatura corretta è spesso la svolta, ma solo se fatta con criterio, spessore giusto e materiali adatti.
Cos’è davvero la pacciamatura (e perché funziona)
La pacciamatura è, in pratica, una coperta stesa sul suolo: uno strato di materiale organico o inorganico che protegge la terra e la rende più stabile. Se fatta bene, ti regala tre risultati immediati:
- meno erbacce (molte non riescono proprio a emergere)
- meno evaporazione, quindi meno annaffiature (in alcuni casi si parla anche di un risparmio vicino al 40%)
- un terreno più “vivo”, meno stressato da sole battente e piogge intense
Il segreto è semplice: non si pacciama “a caso”, si pacciama dopo una preparazione accurata.
Prima regola: preparare il terreno come si deve
Prima di stendere qualsiasi materiale, fai questo mini rituale, sembra banale ma cambia tutto:
- Rimuovi le erbacce (anche quelle piccole). Pacciamare su infestanti vive è uno degli errori più comuni.
- Allenta e livella: vanga o leggera fresatura, poi rastrello per rendere la superficie uniforme.
- Irriga se il terreno è asciutto: pacciamare su suolo arido significa “sigillare” la secchezza.
Questa fase è anche il momento ideale per distribuire un po’ di sostanza organica, se serve, perché poi la pacciamatura farà da barriera protettiva.
Spessore giusto: quanto materiale serve davvero
Qui molti esagerano, pensando “più è meglio”. In realtà serve la misura corretta, in base al materiale:
- Materiali fini (come compost maturo o sfalci ben secchi): 3-5 cm
- Materiali grossolani (come paglia o corteccia sminuzzata): 5-10 cm
- Teli: vanno stesi tesi e fissati bene, lo spessore non c’entra, conta la posa
Importante: la pacciamatura va appoggiata sopra, senza incorporarla nel suolo.
La distanza che salva i fusti (e le piante)
Un dettaglio minuscolo, ma decisivo: lascia sempre 2-5 cm di spazio intorno al fusto o al colletto. Se soffochi la base della pianta, soprattutto con materiali umidi, aumenti il rischio di marciumi e ristagni.
Pensa alla pacciamatura come a una ciambella, non come a una montagnola appoggiata contro il tronco.
Materiali consigliati: scegli in base a orto e giardino
Non esiste un materiale “migliore” in assoluto, esiste quello giusto per il tuo contesto.
Per orto e ortaggi
- Paglia: economica, perfetta su grandi superfici, ottima per pomodori, zucchine, fragole.
- Compost maturo: è pacciamatura e nutrimento insieme, ideale quando vuoi migliorare la struttura del terreno.
- Foglie secche di latifoglie: gratuite e naturali, meglio se sminuzzate per non creare tappeti impermeabili.
Nota pratica: evita materiali freschi e umidi, perché possono fermentare o marcire.
Per aiuole e giardino ornamentale
- Corteccia sminuzzata: molto bella esteticamente, ottima per arbusti e siepi. Tende però a “rubare” un po’ di azoto durante la decomposizione, quindi può essere utile abbinare una concimazione organica.
- Sfalci di prato essiccati: validi se davvero asciutti, in strati sottili, altrimenti fanno massa e cattivo odore.
- Ghiaia o lapillo: perfetti per piante grasse e mediterranee, drenano e scaldano il suolo.
Materiali inorganici: quando vuoi massima barriera
- Telo non tessuto o polietilene: bloccano bene le infestanti e lasciano passare l’acqua (a seconda del tipo). Vanno fissati con grappe o picchetti e sovrapposti di 10-15 cm per evitare fessure. I fori per le piante devono essere precisi, non “strappi” improvvisati.
Manutenzione: la pacciamatura non è “una volta per sempre”
I materiali organici si degradano, ed è un bene: stanno nutrendo il suolo, un po’ come fa l’humus. Però significa che dovrai:
- rabboccare una volta l’anno (o anche più spesso in orto)
- controllare che lo strato non si assottigli troppo
- eventualmente integrare con una leggera concimazione, se le piante lo richiedono
Errori da evitare (che rovinano tutto)
- pacciamare su erbacce vive
- fare strati eccessivi e compatti
- attaccare la pacciamatura al fusto
- usare corteccia negli ortaggi (può sottrarre azoto e rallentare la crescita)
Se segui questi passaggi, la pacciamatura smette di essere un “trucco da giardinieri” e diventa una strategia stabile: meno fatica, più equilibrio, piante che sembrano ringraziarti stagione dopo stagione.




